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Intervista a Neil Zlozower
Tempo fa abbiamo contattato Neil Zlozower, un fotografo rock molto famoso, davvero una leggenda. Ha lavorato con praticamente tutte le maggiori band e rockstar del pianeta, oltre ovviamente a Eric Sardinas di cui abbiamo scoperto essere un grandissimo fan! La sua esperienza con i Van Halen è stata talmente intensa che lo hanno addirittura ribattezzato "Il quinto Van Halen", ma dalle sue parole si capisce come sia una persona con la testa sulle spalle, dedita al lavoro e a... fare casino con i "clienti"!
Per l'intervista telefonica abbiamo incaricato nientemeno che la mitica Vely, che si è sciroppata più di trenta minuti di slang losangelino senza battere ciglio! Da questo lungo "sbobinamento" come lo chiama lei, è nata l'altrettanto sterminata intervista, che abbiamo deciso di lasciare così com'è, sanza tagli o censure perché è veramente molto interessante e a tratti divertente.
Grazie ancora a Vely e ovviamente a Zloz per il tempo concessoci! Thank you Zloz!
Versione originale (in inglese)

SF: Mr Zlozower? Sono Vely di SardinasFans
Zloz: Ciao, sono pronto per l'intervista.
SF: Per prima cosa vorrei ringraziarti da parte del Fanclub Italiano di Eric Sardinas & Big Motor per averci concesso quest'intervista, è un vero onore per noi. Possiamo cominciare con le domande?
Zloz: Certamente, vai avanti senza problemi. A proposito, vorrei dire una cosa: io adoro Eric Sardinas! Io ho visto chiunque dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, Def Leppard, Guns'n'roses... Adoro Eric Sardinas, penso che sia uno dei più strabilianti chitarristi-showman-cantanti in circolazione.
SF: Non possiamo che essere d'accordo! Cominciamo ora con la prima domanda: come è iniziata la tua avventura con la fotografia? Fu una tua scelta o è semplicemente successo?
Zloz: Quando ero più giovane ero un grande fan musicale e mi piacevano i Rolling Stones. Io e un mio amico prendavamo un autobus per Hollywood boulevard per andare in questo negozio di dischi che vendeva album importati, ad esempio da Gran Bretagna, Italia, Francia; noi non potevamo permetterci gli album ma vendevano anche delle fotografie 8x10 di band come Rolling Stones, Beatles e così, essendo dei rock'n'roll fan, le compravamo e le appendavamo alla parete come tutti i fan. Direi quindi che a quel tempo non ero un fotografo ma semplicemente un appassionato di musica. Un giorno, mentre lavoravo nel negozio di mio padre, a 50c/ora per dieci ore al giorno, entrò un ragazzo e disse "Hey, qualcuno vuole comprare una macchina fotografica?" Io la guardai e fui come sopraffatto, perché in effetti era una macchina bella da vedere (anche se a essere onesti devo dire che era una vera merda!), così alla fine la comprai per settantacinque dollari. Penso di non aver mai scattato una sola foto con quella macchina! Alla fine andai con mio padre ad un banco dei pegni per comprare una vera macchina fotografica e cominciai a scattare foto ai concerti. La portavo sempre con me e cominciai a sviluppare i miei rullini e ad appendere sul muro le foto di Led Zeppelin, The Who, i Rolling Stones e chiunque altro avessi fotografato allora. In sostanza ho iniziato la mia carriera come fan.
SF: quasi un destino quindi...
Zloz: Beh, sì è stato una specie di predestinazione, infatti in passato erano accaduti altri eventi in tal senso. Quando avevo sei anni i miei genitori presero me e mia sorella e ci dissero: "Volete una piscina o un rifugio antiatomico?". Nel 1961 in America c'era una situazione che venne chiamata "Crisi missilistica cubana", quando l'America pensava che Cuba stesse per attaccare gli Stati Uniti con missili nucleari. Avendo solo sei anni non avevamo idea di cosa fosse un rifugio antiatomico, così ci siamo guardati e abbiamo detto: "Cosa cazzo è un rifugio antiatomico? Hey mamma è papà, vogliamo una fottuta piscina". Bene, due settimane dopo giocavamo nel rifugio antiatomico, non nella piscina! Tuttavia si rivelò la scelta giusta: quando cominciai ad avere tredici-quattordici anni cominciai a sviluppare le mie foto, il rifugio era quattro metri e mezzo sottoterra e completamente al buio per 24 al giorno: una perfetta camera oscura. Quindi la camera oscura fu costruita dieci anni prima che possedessi una macchina fotografica! Quindi sì, è stato come se fossi predestinato a diventare un fotografo rock.
SF: Hai cominciato subito a lavorare per i musicisti?
Zloz: No, non direi perché i primi tempi facevo foto artisitche come paesaggi, tramonti, per la strada, ritratti, eccetera. Andavo spesso in centro a Los Angeles per fotografare i senzatetto in Skid Row. Quando ho preso in mano la fotocamera non ho detto "Voglio essere un fotografo rock", mi piaceva semplicemente scattare fotografie, lo facevo per divertimento. Praticamente avevo la fotocamera addosso per 24 ore al giorno, prima che iniziassi a scattare foto rock. Ora che lo faccio per vivere, e quando vado in vacanza o quando giro in automobile non la porto mai con me. Mai e poi mai, davvero. È un peccato perché è stato qualcosa che ho molto amato agli inizi, prima che cominciassi a guadagnarci dei soldi, lo facevo più per divertimento e per soddisfare il mio senso artistico.
SF: Quanto c'è di preparato e quanto di improvvisato in un tuo set?
Zloz: Oggi realizzo all'incirca l'ottanta per cento dei miei lavori nel mio studio fotografico, dove sono in questo momento. Ai vecchi tempi, negli anni settanta, lavoravo insieme ad uno scrittore abbastanza conosciuto allora, che doveva fare un'intervista a BB King. Dopo l'intervista mi sono fatto avanti e gli ho detto "Scusa BB, posso farti una foto appoggiato a quella parete?" oppure "Facciamo qualche foto in quel vialetto" oppure... beh con chiunque lavorassi a quel tempo facevo così. Con Rory Gallagher "Facciamo qualche foto in quest'angolo perché la luce è buona" oppure "Olivia Newton-John, appoggiati a questa finestra, è tutto così bello, anche i colori delle pareti"... quindi direi che ai vecchi tempi era tutto più improvvisato. Ieri ho fatto un set con una delle mie band preferite, The Donnas, è una girl-band che mi piace davvero tantissimo; quando sono arrivate avevo già delle idee in testa e gliele ho proposte: "Possiamo fare questo e quest'altro, cosa preferite?"
SF: Come è stabilito il primo contatto? È la casa discografica che ti assume attraverso canali ufficiali o è una scelta dell'artista o della band?
Zloz: Attualmente la maggior parte del lavoro che ho ha a che fare con aziende produttrici di strumenti come Fender e Jackson (chitarre), Pearl (batterie), Sabian (piatti) o Vater (bacchette). Faccio un sacco di lavori con aziende come quelle e con riviste musicali. Ho come l'impressione che le etichette discografiche siano totalmente disintegrate, sono solo uno strato intermedio; sicuramente possono esserci persone che ci lavorano, ma non sanno cosa fanno, non sono professionali, hanno paura di perdere il lavoro da un giorno all'altro, così ho deciso di non lavorare con loro. Preferisco lavorare con i manager delle band, ormai faccio questo lavoro da 39, anzi ho iniziato nel 1969 quindi a Novembre fanno 40 anni che faccio fotografie per l'industria musicale. Se ho bisogno di fare qualcosa con Slash, Zakk Wylde, Steve Vai, Joe Satriani, Nikki Six o chiuque altro, posso chiamare direttamente lui o mandargli un'email, perché li conosco di persona. Non ho bisogno di avere a che fare con gli idioti ritardati delle etichette discografiche.
SF: Hai già risposto alla prossima domanda: al momento ti occupi solo di musica o il tuo raggio d'azione è più ampio oggi?
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Zloz: Non so se lo conosci, ma ho realizzato il mio primo libro un paio d'anni fa "Van Halen: a visual history" e il secondo è stato "Fuck You". Sta per uscirne un'altro ad Agosto sui Mötley Crüe, ma dopo di quello ce ne sarà un'altro a cui tengo molto, sarà un libro sui "guitar gods", si intitolerà "Six String Heroes" e ci saranno tutti i grandi chitarristi da Rory Gallagher a Pete Townsend, Eric Clapton, Jimmy Page, Brian May, Slash, Zakk, Satriani, Vai, ovviamente Eric Sardinas... ho già detto che adoro Eric e sto cercando di contattarlo perché ho bisogno di un paio di citazioni da lui per il libro. Sai la maggior parte dei fotografi che realizza libri ci mette solo le foto. Io invece per il libro sui Van Halen ho girato presso tutti i miei amici come Alice Cooper, David Coverdale, Ronnie James Dio, Slash, Zakk, Chad Smith, proprio tutti, e mi sono fatto rilasciare delle frasi su come la musica dei Van Halen ha cambiato le loro vite e su come ha influenzato la loro musica, oltre alle storie su serate e party con la band. La stessa cosa è successa con il libro sui Mötley Crüe, sono andato dal loro manager, le guardie della security, gli stilisti e i fotografi e ho chiesto loro come fosse lavorare con i Mötley. Con il libro sui chitarristi ho reclutato il mio amico Steven Rosen il quale ha intervistato tutta questa gente, abbiamo preso degli spezzoni da diverse interviste che ha fatto durante gli anni, per ottenere delle frasi da ognuno, come Robin Trower, Steve Likather, speriamo anche Eric Sardinas... Ci piacerebbe che il libro avesse diverse frasi su chitarre e strumenti vari, come si modifica l'esecuzione, e così via. Penso che questo libro sarà veramente super-speciale per le persone che amano la chitarra.
SF: Ora, capitolo Van Halen, penso che aspettassi questa domanda. Il tuo ruolo è stato molto importante, addirittura molti ti chiamavano "Il Quinto Van Halen"! Come è stato lavorare con loro?
Zloz: Ho iniziato a lavorare con i Van Halen intorno al 1978, tutti più o meno conoscono la storia: ero in un ufficio quando sentii Running With The Devil e urlai "Oddio, questa è follia!", poi hanno attaccato con Eruption e quella chitarra... A quei tempi l'America e in tutto il mondo se ne uscivano con musica da discoteca tipo i Village People, Donna Summer, Saturday Night Fever con John Travolta e c'era Grease e tutta quella roba da discoteca, non c'era neanche una rock'n'roll band come si deve, tutto si stava ammosciando quando i van Halen hanno fatto irruzione nelle scene, non c'era nulla come loro. Mi sono detto "Voglio lavorare con questa band, diventeranno importanti" e ho chiamato il loro publicista e mi sono accordato cono loro, la volta successiva, sai com'è, eravamo in giro a ubriacarci e a divertirci insieme.
SF: Hai realizzato centinaia di sessioni fotografiche con i Van Halen, molte delle quali nel backstage o comunque da un punto di vista privilegiato. È stato difficile conquistare questo privilegio?
Zloz: Beh, per me loro erano semplicemente degli amici, mi piace pensare di essere stato più di un fotografo; come ti ho già detto ho i numeri di telefono di tutti e li posso chiamare direttamente perché si fidano di me e gli piace come lavoro, sanno che sono onesto e che se un lavoro è fatto bene lo dico. Per esempio un giorno Dave stava girando un video ed era attorniato da tutta questa gente che dice sempre sì [ndr: "yes people"] "Oh Dave che bella acconciatura" "Oh Dave che bei vestiti" "Oh Dave come sei truccato bene" e Dave, con tutte queste persone che gli dicono quanto sia bello, mi guarda e dice "Zloz, come sto?". Non voleva sentire il parere di quella gente, perché erano solo dei leccaculo e non conoscono il vero Dave. Sono una persona piuttosto attenta ai dettagli e guardo le cose da differenti punti di vista, così gli dissi "La tua acconciatura non va bene oggi" oppure "Le foto verranno meglio con questi pantaloni, provateli". Insomma per me non è stato un privilegio ciò che ho fatto, perché si è trattato di lavoro, perché io sono un fotografo rock. Non lo vedo come una cosa speciale, non lo vedo come una cosa affascinante perché quello che faccio non è affascinante, insomma si tratta di lavorare molto e sopportare un sacco di stronzate da parte di molta gente diversa, ma capisci che dopo 40 anni in questo lavoro sono abbastanza preparato e posso confrontarmi con i manager più tosti e i più grandi stronzi del pianeta. Conosco un fotografo che pensa di essere meglio della gente che ritrae, ha sempre con sè dieci assistenti, deve sempre stare nei migliori hotel... Vuoi saperlo? Io ho bisogno solamente di un letto, un telecomando e una doccia, non ho bisogno di stare in un hotel a cinque stelle, non ho bisogno di essere scortato in limousine per andare a fare le mie foto; portami sul set, fammi fare il mio lavoro e alla fine della giornata è finita e sono pronto per il prossimo lavoro.
SF: È bello sapere che hai stabilito una relazione così umana con la gente con cui hai lavorato, è sicuramente un'aspetto che traspare dalle foto, potrei dire. Mi chiedevo se hai mai avuto altre esperienze così intense come quella avuta con i Van Halen.
Zloz: Sì, certamente, con i Mötley Crüe ad esempio. Quando i Mötley Crüe sono usciti negli anni '80 ero molto amico di Robin Crosby della REA e Robby viveva nell'appartamento sotto a quello di Nikki Six. Penso che chiunque conosca qualcosa dei Mötley sappia che nel 1984 io , Robin and Nikki ci siamo presi una vacanza in Martinica, la cosa pazzesca è che quella fu probabilmente la prima vera vacanza di Nikki e Robin! Sai i Ratt stavano andando bene, iMötley Crüe ovviamente andavano alla grande (era il 1984), così abbiamo deciso di prenderci tutti una vacanza. Con i Poison ho lavorato per cinque anni quando erano al top della fama, lo stesso con i Guns'n'Roses, Ted Nugent, Aerosmith, Joe Satriani e anche Steve Vai. L'altra notte stavo dormendo quando il telefono squilla a mezzanotte e all'altro capo c'era Zakk Wylde, mi ha tenuto per mezz'ora e in quella mezz'ora ho detto probabilmente dieci parole e lui forse ventimila, non riuscivo a dire nulla. Zakk è quasi un fratello minore per me. Sai, Zakk ha almeno due case da milioni di dollari - per lui e per la sua famiglia - ma ha dormito nel mio condominio! (Io non ho neanche una casa, vivo in un condominio). Zakk ha dormito per otto giorni di fila sul mio divano, voglio dire lui è la star, uno dei più grandi chitarristi del pianeta, ha due case milionarie e dorme sul divano di Neil Zlozower!
SF: Parliamo un po' di Eric Sardinas. Sappiamo che alcuni scatti di Devil's Train sono tuoi...
Zloz: No, non mi sembra ci sia nulla di mio in Devil's Train, mi sembra che le uniche foto che abbia mai fatto per un album di Eric Sardinas siano su Black Pearls.
SF: Oh, Black Pearls, allora dirò a Dimitri "Ti sei sbagliato!"
Zloz: Non c'è problema.
SF: Conoscevi già mr Sardinas quando ti sono state commissionate le foto?
Zloz: Ti racconterò la storia di come ho conosciuto Eric Sardinas, perché è interessante. C'erano questi due miei amici, suonavano in una band chiamata Hair Of The Dog, one è Ryan Cook e l'altro è John Sepetys. John Sepetys è il fratello di Ruta Sepetys', ok? Ruta Sepetys è il manager di Steve Vai e anche di Eric Sardinas [NDR: ora non più, vedi: http://www.sardinasfans.com/node/477], così ho realizzato la copertina del primo album degli Hair Of The Dog e ho conosciuto Ryan Cook e John Sepetys e ce la siamo spassata, come faccio con tutti. Ryan e John venivano sempre da me dicendomi "Hey Neil, noi andiamo a vedere Eric Sardinas, vieni anche tu?" "No" e dopo un mese "Hey Neil, Eric Sardinas. Vieni anche tu?" "No". Sai io ho visto i migliori chitarristi del mondo, così alla fine gli ho detto "Hey, ma questo ragazzo vale almeno qualcosa?". Tu conosci Eric, loro mi hanno guardato e hanno detto "Neil, pensiamo che il ragazzo sia fottutamente fantastico, è meglio di Steve Vai!" "Cosa? Meglio di Steve Vai? Per nessuna fottutissima ragione, ok?". Così neanche quella volta andai a vederlo. Un giorno, nel 1999, Steve Vai doveva suonare a The House Of Blues in Los Angeles e Eric Sardinas doveva aprire lo spettacolo. Così mi sono doetto "Beh vado a fotografare Steve Vai, vediamo com'è il carattere di questo Eric Sardinas, vediamo quanto vale". Così mi ritrovo nella buca dei fotografi, e quando Eric esce ha addosso questa consumata, sudata, arrugginita chitarra acustica, e nei primi che so, minuti sono lì che mi dico "Oh mio dio! Questo ragazzo è fantastico!". Voglio dire, ha un look grandioso, ha una bellissima voce, sa fottutamente suonare la sua chitarra... quando la gente mi chiede a chi assomiglia Eric Sardinas gli dico "Prendi Johhny Winter del 1969, 1970, 1971 ma moltiplicalo per mille, ecco cos'è Eric Sardinas". Quindi stavo guardando lo spettacolo di Eric ed ero completamente partito. Alla fine dello show ha dato fuoco alla sua chitarra e mi sono detto: "Mio dio, questo ragazzo... di che fottuto cantante, chitarrista, showman si tratta.". La mossa successiva ovviamente fu che il giorno dopo contattai Ruta. Lo show di Steve Vai andò avanti per due ore, mentre quello di Eric solo mezz'ora, ma in quella mezz'ora ci fu qualcosa di magico; cosi quando chiamai Ruta gli dissi "Ruta, voglio lavorare con questo ragazzo, è fottutamente pazzo, è fenomenale. Lo adoro". [Gli suona il cellulare e Neil si assenta per un paio di minuti] Oggi quando vengono i Rolling Stones a Los Angeles i miei amici mi dicoono "Hey Neil, si va a vedere gli Stones?" "No, non mi va di vedere gli Stones, li ho visti nel '69, '72, '73, '75, '80..." oppure "Hey Neil andiamo a vedere questa band?" "No" e così via. Se qualcuno mi chiedesse "Neil, chi è il tuo 'manico' preferito, adesso?" direi che Eric Sardinas è uno dei miei preferiti e che adoro anche The Donnas. Sai non sento la necessità di vedere una reunion del Led Zeppelin con Jason Bonham, in realtà mi piacciono ma preferisco andare a vedere Eric Sardinas e il più grande complimento che Neil Zlozower può fare a chiunque è presentarsi ad un concerto senza macchina fotografica. Se la porto, significa che sono lì per guadagnare, ok? Se non la porto significa che sono lì per divertirmi e godermi lo spettacolo. Eric solitamente suona in un piccolo club chiamato Cozy's. Il posto è piccolo e scalcinato, e non porto mai e poi mai la mia fotocamera quando vado a vedere i concerti di Eric. Solitamente fa due set, uno alle 21:30, e suona di brutto, poi si prende una pausa e torna alle 24:00 per suonare fino alle 1:30 del mattino, io mi godo entrambi i set perché adoro Eric Sardinas, è uno dei chitarristi più talentuosi che abbia mai visto in vita mia.
SF: Assolutamente d'accordo! Ancora una domanda su Eric, è davvero l'uragano che siamo abituati a vedere sul palco oppure giù dal palco è più "docile"?
Zloz: No, è una persona molto garbata, forse un po' timida con le persone che non conosce. Lo conosco da un po' ormai, siamo entrambi due fanatici di ostriche, una volta addirittura è passato da casa mia e poi siamo andati in centro a comprare una bottiglia e delle ostriche, per poi stare da me e ubriacarsi quindi direi che siamo amici, si insomma come tutte le persone con cui lavoro. Quando arrivano i membri una band che non ha mai lavorato con me probabilmente usciranno dallo studio che saranno miei amici, perché io non faccio il gioco del "Io sono mister Rockstar il fotografo delle superstar" come ho già detto. Sono solamente un fotografo rock, questo è il mio lavoro. Probabilmente sono famoso ma nella mia testa non sono meglio di te o di Eric Sardinas, non sono meglio del barbone per strada che non ha un posto dove vivere. Siamo stati creati uguali. Eric per me è un tipo a posto, forse può essere una primadonna quando si tratta di fotografie, ma sai è un bel ragazzo. Una volta abbiamo fatto delle fotografie nel mio studio, quando è arrivato si è messo a guardare le foto dicendo: "Questa non mi piace, quella nemmeno", alla fine siamo arrivati ad un punto che gliene piaceva soltanto una! Un'episodio divertente è successo l'ultima volta quando a suonato al Cozy's, sono andato lì con una mia amica e avevo chiamato Eric ma mi metteva giù il telefono. Ho chiamato cinque volte "Eric mi metti in lista? Mi raccomando richiamami" ma non mi chiamò. Siamo entrati nel viale dove Eric si piazza solitamente e vedo quest'uomo che assomiglia ad Eric ma ha questa lunga e folta barba. "Questo assomiglia ad Eric ma non è lui" ho pensato, ma quando ho girato l'angolo e l'ho incontrato gli ho detto "Ma che combini? Ma che cazzo non mi hai neanche richiamato!" "Tu non hai il mio numero" mi rispose "Stronzate, ecco qua il tuo fottuto numero! Non mi hai richiamato". Sembra che Eric stia cercando di costruirsi una specie di nuova faccia, un look e una personalità differenti. Non sono riuscito a capire, è capitato circa quattro mesi fa e comunque quella sera è stato incredibile, ha suonato in maniera fenomenale. Adoro Eric Sardinas, penso che chiunque vada a vedere Eric spende bene i soldi del biglietto, è uno spettacolo fottutamente grande, il ragazzo è un intrattenitore formidabile.
SF: Assolutamente. Ultima domanda, poi ti lascio andare. Che differenza c'è nel lavorare con i gruppi di oggi rispetto a quelli degli anni '70 e '80, se ce n'è qualcuna?
Zloz: Negli anni settanta non facevo così tanto lavoro in studio, andavo sul posto con un giornalista e cercavo di fare il possibile, ora almeno l'85% di quello che faccio è sotto il mio controllo. Mi sembra inoltre che le band di oggi abbiano una vita piuttosto breve. Prendi i Limp Bizkit o i Korn, se penso che li ho fotografati nel '98 o '99 quando aprivano i concerti dei Metallica, nel 2001-2002 erano già superstar e nel 2009 è come se fossero stati eliminati... come sono arrivati se ne sono andati. L'industria musicale al momento è una merda. Ho cinquantaquattro anni, quando torno a casa mi ascolto i Deep Purple con Ian Gillan, gli AC/DC con Bon Scott, Van Halen, Jimi Hendrix, Cream, Led Zeppelin... mi sembra che le band al giorno d'oggi sono senza talento e valgono poco, forse è un gap generazionale. Mi piace pensare di apprezzare ancora la buona musica ma sai... comunque faccio molti più soldi ora, posto che la band faccia quel genere di cose ma musicalmente... beh non mi fanno eccitare come una volta [ndr letteralmente: non mi fanno diventare il cazzo duro come una volta....]
SF: Mr Zlozower, grazie mille per il tempo che ci hai dedicato
Zloz: Ok, mi piacerebbe avere una copia dell'intervista quando esce.
SF: Sicuramente, sarai informato quando l'articolo sarà pubblicato.
Zloz: Ok, è stato divertente comunque. Ciao


