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Eric Sardinas & Big Motor @ Pjazza Club, Bellaria (RN), 18-10-08

El arte sacude del alma el polvo acumulado en la vida diaria (P. Picasso)
ovvero non so dove sarei oggi senza la musica...
In attesa di un contributo tecnico da parte di morre, a voi (in clamoroso ritardo!) il mio reportage molto poco professionale…
Dopo mesi di trepidante attesa, eccoci qua, io e la mia amica a Bellaria, in provincia di Rimini. In cambio di qualche ora di shopping folle nel vicino centro commerciale (“Le Befane”, amara l’ironia della sorte!) sono riuscita a trascinarla al concerto per farle vivere un’esperienza irripetibile da Sardinasfan! Sono le sei del pomeriggio passate, io non sto più nella pelle: i miei eroi devono essere già arrivati e siamo tutti sotto lo stesso coriandolo di cielo… Dopo una passeggiata sulla spiaggia (che bello il mare d’inverno…) e un giro di ricognizione davanti al Pjazza Club (vediamo entrare un tipo… ha le chiavi, ci dev’essere qualcuno dentro… vedi delle luci? macché, nulla…), ci accorgiamo che l’edificio in cui si trova il locale prosegue in un vicolo stretto, a sinistra. Parte la caccia all’uomo! Ci addentriamo furtivamente, sentendoci un po’ (anzi, parecchio) stupide, a fare la posta in quel modo (alla nostra età… ma chi c’ha a vedere?). Tendo le orecchie: il suono di un basso… una batteria… Ebbene sì, sono dentro. Anche perché parcheggiato davanti ai portoni neri dotati di maniglioni antipanico c’è un camper bianco (“Vermietung”, la scritta che campeggia sopra il parabrezza). Da uno dei portoni esce un ragazzo con la maglietta “Respect Tradition”: è il posto giusto, poco ma sicuro. Il cuore batte all’impazzata, meglio allontanarsi prima di fare figuracce o di passare da maniache! Ma poi, una chitarra… una voce… Sì, è Ride! Soundcheck in corso; tra poco ai ragazzi verrà servita la cena (ma… sono solo le sei e mezzo!! Eric “si sdà” sul palco e deve mangiare molto prima, dice il tour manager al cellulare… e noi origliamo, che domande!). Dal camper esce una ragazza con un enorme sacco di spazzatura, anche lei parla al cellulare, in americano. Si piazza davanti ai cinque bidoni: vetro, biologico, carta, indifferenziato, plastica. Quale scegliere? Da brava cittadina la aiuto e in cambio le chiedo di chiamare Eric, per poterlo salutare (cavolo, la tua solita faccina di… ma sono anni che… e d’altra parte, chi non risica…). La ragazza riappare poco dopo: adesso Eric sta mangiando, ma quando avrà finito uscirà… L’attesa non è poi così lunga, una manciata di secondi e lo vedo fare capolino dal portone nero! Gli corro incontro e lo abbraccio forte; poco dopo esce anche Levell. Dopo mesi di trepidante attesa…
Ce ne torniamo in albergo: io su di giri per l’incontro ravvicinato (non ho mica tanta fame…), la mia amica più angosciata dalla presenza molesta dei vicini di camera alcolizzati (quelli scavalcano il balcone e ci violentano…)! Il concerto è alle 23:30, c’è ancora tanto da aspettare… Alle 22 ricevo un sms da morre (sì, è proprio lui!), dice che ci troviamo alle 22:30 davanti al Pjazza, lo riconoscerò dalla felpa. Arriva l’ora X e ci dirigiamo verso il locale. All’entrata troviamo due gruppi ben distinti: gli aficionados, riconoscibili già dalla prima occhiata, e i clienti del club, gente del posto, elegantemente vestita, forse la Bellaria “bene”. Comincio a chiedermi che effetto avrà su questi ultimi il blues incendiario di Eric, la sua presenza scenica travolgente, quell’energia che una volta provata non ti dà più pace. Sarà una serata piena di belle sorprese per questi ragazzi. Finalmente vedo un tipo con la felpa rossa, e quello disegnato davanti è un sette o sbaglio? No, non sbaglio, è morre!! Presentazioni di rito, poi subito ci mettiamo a chiacchierare del più e del meno, della nostra passione comune. Decidiamo di entrare e prendiamo posto su un divanetto (che posto chic! quanta poca gente… no, si sta riempiendo, sai, è ancora presto… ah, qui non possiamo stare, è prenotato). Ci appollaiamo su una scala e stiamo decisamente più comodi (assistere a un concerto di Eric seduti sul divano..? naaaaaaaaaaaaah!). Ecco che la musica di sottofondo scema ed entrano in scena Bernie, Levell e Eric!
Eric Sardinas & Big Motor dispiegano una scaletta da urlo: Treat Me Right, I Can’t Be Satisfied, Ride, Texola, As the Crow Flies, punteggiate dagli assoli vibranti di Levell e Bernie. Non sembra esistere una distanza fisica tra noi e loro: la musica ci avviluppa completamente. L’incantesimo (o come direbbe un poeta a me caro, la “willing suspension of disbelief”) si rompe solo quando Eric, in preda alla frenesia da palcoscenico, va a sbattere contro la pila di amplificatori e fa crollare tutto (bicchiere compreso! che risate…). Peccato che la macchina fotografica mi abbia abbandonato (è la maledizione di ogni concerto, vero e proprio anatema di rito!). I tecnici accorrono per rimediare al danno, Eric intanto improvvisa una breve sessione acustica. Il tempo vola a una velocità sorprendente, nel giro di pochi, intensi minuti siamo già a Roadhouse Blues (e immancabilmente i miei pensieri corrono a Jeff Healey). Per la prima volta dall’inizio del concerto mi guardo intorno: i “bravi ragazzi” in giacca e cravatta di Bellaria si sono scatenati, il blues è penetrato sotto la loro pelle, li ha contagiati a fondo, ma non poteva essere altrimenti (solo la mia amica sembra immune..! ma come fa? mmm, forse sono io l’invasata…). Un finale in pieno stile “falso allarme”, poi un bis e purtroppo lo spettacolo si conclude. Un po’ svuotata e stordita, come dopo un lungo sogno, indago sulle reazioni di morre e compagnia. Io sono tanto felice, so satisfied… Critiche da parte mia? Nessuna!
Ce ne restiamo ancora un po’ a gravitare nel locale, che intanto è diventato una discoteca vera e propria (oddio, guarda com’è vestita quella!). Non sono proprio dell’umore adatto per lanciarmi nelle danze: il sapore dolceamaro del blues mi ha riempito l’anima e sono in stato di grazia! Convinco la mia amica ad aspettare Eric per un ultimo saluto. L’attesa stavolta è più lunga (non è che c’è un’uscita secondaria? ma tu hai visto passare nessuno? io no…), poi finalmente vediamo portar via gli strumenti, gli amplificatori, le valige e ci piazziamo in posizione strategica (secondo me ci pigliano per sceme! tesoro, lo siamo, inutile negare!). Levell, Bernie ed Eric ci sfilano velocemente davanti, li seguiamo per dare loro la buonanotte e ringraziare della serata memorabile. Lo staff pressa per portarli via, e noi non possiamo opporci. Infine salutiamo anche morre e i suoi amici per la splendida compagnia. Mentre ci incamminiamo verso l’albergo (e chi ci pensa più ai pericolosi vicini di stanza?), mi rendo conto che una delle cose che rendono più belli i concerti di Eric Sardinas & Big Motor è proprio l’opportunità di conoscere persone magnifiche con cui condividere una sorta di “affinità elettiva”…
E proprio per questo… un grazie speciale alla mia anonima amica,
a morre e ai suoi “compari”,
a Dimitri e Isa per aver dato vita al Sardinasfans,
a Fra’ e Claudia per l’infinita pazienza,
to Barby and Dany for their caring support during hard times,
Vely
P.S. Mi rendo conto adesso, nel rileggermi, che non sono stata molto oggettiva nel mio reportage: vogliate scusarmi, è la prima volta che ne scrivo uno. Descrivere la musica è più difficile di quanto si pensi, descrivere una musica che ti parla al cuore lo è ancora di più. Perché quelle note, quelle parole, echeggiano dentro di te e fanno risuonare le corde della tua sensibilità. Che sia una forma di pazzia? Be’, di sicuro la pazzia è uno degli ingredienti. Ma in fondo all’anima hai un’unica certezza: è arte… Poesia misteriosa, imperscrutabile, sensuale. E come la riconosci? Di sicuro non perché sai suonare la chitarra (non sapresti distinguere una nota dall’altra!). Forse semplicemente perché sei un essere umano… perché per te vita e arte sono una cosa sola…
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Complimenti vivissimi...
Eh già...devo farti i miei migliori complimenti per questo reportage! Mi è piaciuta in particolar modo la spontaneità con cui l'hai scritto. Proprio per questo, ti invito a leggere, nel caso tu non l'abbia già fatto, quello che ho realizzato in occasione del concerto al Rock House Club di Pescara (che ormai purtroppo non esiste più...sigh !); anch'io l'ho scritto col cuore e penso possa piacerti...pensa che prima come postilla lasciavo I can't be satisfied!, ora invece..... ;-)
www.sardinasfans.com/node/511
Un saluto e... vai col blues!
Now I'm satisfied!
Complimenti vivissimi...
...e complimenti ancora per i foto report!
Now I'm satisfied!
Thanx
Ehi, ma grazie a tutti, siete troppo, troppo buoni...
Un bacio a tutti,
V
@DaveWilson: ho letto il tuo reportage e ammetto che mi è stato di grande ispirazione! Ehm... io non ho fatto nessun foto report...
Sorry...
Mi fa piacere che il mio reportage ti sia piaciuto! Come ho già detto, ormai lo considero un Piece Of Me... :-)
Ehm...chiedo venia, mi sono confuso con i foto report di Wondervally. Considerando che ultimamente ho dato di matto, con tutto il nuovo materiale pubblicato, il mio cervello è andato in pappa...e mi son confuso!
Comunque ancora complimenti per il reportage e sempre vai col blues, sorella! ;-)
Now I'm satisfied!
Vely...my friend!
Thanks for having me present in your words...it's a valued gift for me like you and Barby are for me!.
Thanks again!.Dany.
grande Vely
grande Vely la recensione è perfetta e a tratti poetica, hai perfettamente reso l idea dell atmosfera di quella bellissima serata. in attesa del mio resoconto tecnico (se la Vely non mi accoltella prima) saluto tutti quelli del sardinas fans... vai di dobro!!!
Amico...
...non potrei mai accoltellarti! O forse sì..? ;-)
Baci,
V
Clap Clap Vely!!
Brava la mia Winx!!!! E non aggiungo altro!!! :D
.) blind barby
reportage
!! OUTSTANDING !!
..and don't forget to boogie!
Danke...
Danke schön, Herr Oldcapellon!
V