concerto del 19/7/2008 - Città Della Pieve (PG)

ritratto di blind barby

Io e Silvia ci vediamo a mezzogiorno in punto. Città della Pieve dista 180 km e oltre due ore e mezzo di viaggio secondo la mia bibbia del viaggiatore, la guida Michelin. Vogliamo arrivare abbastanza presto per visitare il paese del 'vicolo più stretto d'Italia' e per raccogliere qualche impressione su Sardinas in giro. Armate di frutta fresca, bottigliette d'acqua e una ventina di cd che vanno dal Blues al Power Metal, saliamo sulla mia 107 e ci mettiamo in strada. Dico a Silvia che Città della Pieve è anche la città del Perugino.

- ' Ah sì? Quello della cioccolata?'- mi risponde seria.  -' Cretina, il pittore!'-

Ecco qua. Le premesse per questo folle sabato 19 luglio ci sono già tutte.

Dopo due ore siamo già a Perugia, prendiamo lo svincolo per San Sisto e seguiamo le indicazioni per il Trasimeno. Mancano appena  50 km: 50 km di desolazione e strada in salita, con qualche curva a gomito e un lago nei paraggi di cui però non se ne vede neanche un pezzetto. Solo alti colli boscosi tutt'intorno e campi pieni di balle di fieno che costeggiano la strada.
Il caldo, il fieno e i Lynyrd Skynyrd a tutto volume ci fanno sentire un pò 'Texane', anche se loro sono di Jacksonville e intorno a noi troneggiano le vette dell'Appennino Umbro, e dopo quasi un'ora, finalmente, ci troviamo davanti un bel paesino medievale in mattoncini rossi immerso nel verde: ci siamo, Welcome to Città della Pieve!

Andiamo subito in Viale Vanni, il luogo destinato al concerto, una piccolo viale con un bel prato ai lati e un boschetto tutt'intorno. Il palco è in fondo e appena dietro c'è un piccolo gazebo con tavolo e panche pronto ad accogliere Eric e la sua band. Ci dicono che il sound check è intorno alle 19 per il primo gruppo, così decidiamo in andare un po' in giro.

Incontriamo una coppia in classica tenuta da concerto: bermuda di jeans, scarpe da tennis e zainetto. Ci avviciniamo, le presentazioni di rito, e scambiamo due chiacchiere con la ragazza, che racconta di come siano venuti dalla provincia di Roma solo per vedere Eric. Ci accorgiamo però che non sanno nulla del concerto del giorno prima a Pontinia.

-' No, non mi dite che ha suonato vicino Roma e noi non lo sapevamo!'-

Ci dicono che hanno letto le date del tour sul Myspace di Eric.

In effetti la data di Pontinia lì non c'è, e io non perdo l'occasione di dirle sorridendo che avrebbe dovuto leggere SardinasFans...

Restiamo in giro, il posto è ancora semideserto nonostante siano quasi le sei del pomeriggio, e dopo l'inaugurazione della deludente mostra su Jimi Hendrix torniamo verso il palco e ci sediamo lì vicino per bere una birra in attesa del sound check. Un quarto d'ora dopo vediamo un inconfondibile cappello venire verso di noi…

ERIC si avvicina al palco in compagnia del fonico.

–' Hi Eric!'- gli dico.

Si gira, ci sorride, e come ogni volta ha l'espressione di chi ancora un po' si stupisce di essere 'riconosciuto'.

-'How're you girly?' - mi dice stringendomi la mano, poi due baci e ci invita a sederci davanti a una birra per fare due chiacchiere. Entriamo nel piccolo gazebo e mentre versa nei bicchieri della Peroni ghiacciata dice 'Mi casa es vosotras casa'.

È solo: Bernie e Levell sono in giro, e capiamo subito che ha tanta voglia di chiacchierare.

Dopo averci presentato Lino, il fonico, ci dice sorridendo che il ragazzo è molto arrabbiato, hanno problemi con l'impianto. Per rompere il ghiaccio gli dico subito del SardinasFans, che dice sorridendo di conoscere, e del blog, chiedendo cosa è successo alle sue braccia.

-'Broken' - risponde indicando le bende al polso destro e al gomito sinistro, e scherziamo sui contro della vita da 'rockstar'. Poi si esibisce in un timido italiano prendendosi tutti i nostri complimenti.

Eric Sardinas backstage

'Mia madre è di Parma, mio padre Cubano' – ci dice rammaricandosi di non parlare italiano nonostante le sue origini, e inizia a prendere in giro Silvia (che non parla affatto inglese) chiedendole di fare un piccolo sforzo e dire qualcosa, proprio come fa lui con la nostra lingua, poi dice che è molto entusiasta di essere in Italia, ma di essere anche un po' stanco. Gli chiediamo dove andrà di bello in vacanza nella pausa di agosto e ci risponde che volerà alle Hawaii, posto che lui adora, perché ha della 'roba in testa' da buttar giù' e 'roba in testa' da mettere a posto. Ha bisogno di pensare ed il posto in cui ciò gli riesce meglio sono le proprio le Hawaii.

Nel frattempo non posso fare a meno di notare che si alza per versarci altra birra  non appena il bicchiere sta per dimezzarsi, e lui ci dice che è fatto così: fa sempre attenzione che tutto sia ok, under control, specialmente con gli ospiti. È per questo che si guarda sempre attorno e non appena manca qualcosa, eccolo pronto a sopperire alla mancanza. Ci spiega che non è un perfezionista, solo uno che ama i dettagli e le piccole cose, come tutti i nati sotto il segno dello  'Scorpio'. Dopo aver saputo che è nato il 10 novembre, gli chiediamo la sua età (fingendo di ignorare la cosa) e ci chiede di indovinare. –'Guess!'- dice sorridendo.
Silvia, una non-sardiniana molto poco interessata all'argomento, gli spara un bel 44 e lui si stringe una mano sul petto mentre io le tiro un bel calcio sullo stinco. Poi mi fa un cenno e io, per completare, esordisco con un bel -'Bèh, la prima volta che ti ho visto, nel 2001, eri molto giovane..'-

Eric scoppia a ridere e grida un ironico 'oh grazie!' in perfetto italiano e si alza per prendere le sue chitarre. Gli chiediamo se possiamo scattare un paio di foto e lui, inorgoglito, ci mostra le sue creature facendoci notare ogni minimo dettaglio, dalle bruciature alla perfezione del coverplate, accarezzandole e ammirandole. Decisamente innamorato.

- 'Sono come donne per te, vero?'- gli dico

- 'Sono donne'- risponde rimirando Cinderella.

- 'Ma non parlano…' - gli dico mentre risponde ridendo che gli ho tolto le parole di bocca.

Inizia a suonare qualcosa lasciandoci naturalmente a bocca aperta, poi cambia chitarra e ancora qualche pattern, e nonostante non sia nei suoi sfarzosi abiti di scena su un palco pieno di luci, eccolo un tutt'uno col suo Dobro: demoniaco ed estatico anche nell'intimità.

Tra una suonata e l'altra, ammirando i suoi bellissimi e pesanti pantaloni di velluto cuciti a mano, gli chiediamo se non sta morendo di caldo: in effetti è così ma non gli importa, perché ama il caldo e anche i suoi pantaloni di velluto. Viene dal Sud ed è abituato alle temperature torride, pensa che sia normale per un Southerner, ma vuole sapere se anche per noi 'donne del Sud' è lo stesso. È lo spunto per parlare di Fort Lauderdale, della Florida, e di Jaco Pastorius.

Chiacchieriamo un po' di musica e ci chiede cosa ascoltiamo. A risposta 'dal Blues al Power Metal', Eric dice un entusiasta 'oh! Metal!" e mi fa la fatidica domanda, quella che erano anni che aspettavo che qualcuno mi facesse per poter dare la mia fatidica risposta: mi chiede se mi piacciono i Metallica.

-'I don't listen to Country Music!' – gli dico fiera, e lui ridendo urla 'Manowar'!

Ci scambiamo un paio di corna da metallari e per la prima volta ho di fronte una persona che ha capito perfettamente la mia battuta, così chiacchieriamo di Joey DeMaio  e degli Opeth che suoneranno tra qualche giorno all'Alcatraz. Ci dice che adora l'acustica di quel posto, e che ama anche molto suonare al Rolling Stones e al Naima.

Eric Sardinas backstage 2

Dopo un'ora arriva BERNIE. Lo riconosciamo da lontano ma chiediamo conferma ad Eric. 'Bernie is the man!', dice mentre noi ci presentiamo al nuovo Big Motor dicendo che non vediamo l'ora di sentirlo suonare. Percy ci chiede come va. Anche a lui parlo subito di SardinasFans, del blog, e chiacchierando mi dice che lui adora le persone che, come me, hanno la passione per la scrittura. È un buon inizio! Mentre Eric esce dallo stand per firmare degli autografi, io e Silvia restiamo a chiacchierare con Bernie, che stappa una Burn raccontandoci il suo amore per i drink energetici stile Red Bull. Quando Silvia gli dice che 'quella roba' è nociva, lui ascolta attento la mia traduzione stupendosi per non aver mai saputo 'tutte quelle cose paurose sulla Red Bull'.

 

Gli diciamo che Sardinasfans è stato il primo sito italiano a parlare di lui ( digitate un po' Bernie Percy su Google e vedrete che è anche l'unico) e gli chiediamo di raccontarci qualcosa. Ci dice di essere di Chicago, Illinois: purtroppo a questo punto mi sono persa e non ho capito bene ma credo che il posto da cui viene sia legato alle vicende del film The Blues Brother. Poi ci racconta di aver militato in molte band, come gli 'Animals' e la 'Jennifer's Band', e di essere amico di Eric da moltissimi anni. Intanto il Sardinas rientra nello stand, stappa una bottiglia di Jack Daniel's e si mette di nuovo a sedere con noi.

Proprio in questo momento si consuma la mia più terribile figuraccia, che devo assolutamente raccontarvi.

Chiedo a Bernie per quanto tempo ha suonato con Trout, e lo pronunciò proprio così, TRUT. Lui mi guarda un po' stupito e chiede a Eric se conosce un musicista chiamato Trut. Entrambi sembrano non averne mai sentito parlare e continuano a ripetermi di non conoscerlo, finché io non faccio lo spelling.

-' TRAUT!' -  urlano entrambi ridendo mentre Eric mi da una pacca sulla spalla e io mi scuso cento volte per il madornale errore di pronuncia.

- 'Dicevo che non avevo mai sentito parlare di un musicista chiamato Trut!'- continua a dirci Eric ridendo, poi inizia a fare battute sul binomio Sardinas-Trout, prendendo in giro Bernie.

A quanto pare non siamo gli unici ad aver notato l'ironia della cosa…

Bernie Percy

Visto che manca poco al sound check,  chiediamo di Levell e spiego ad Eric e Bernie come, da quando io e  Lev ci scriviamo ogni tanto, io abbia scoperto una lingua nuova piena di gitcha, lotsa e roba simile. Ci  spiegano ridendo che Price ha un linguaggio tutto suo.

'Gitcha, Gotchya, I know well.. ' - dice Eric ridendo e ci  mostra un suo  tatuaggio in perfetto stile 'Lev-Slang' che ha dietro il collo:  la scritta 'Come on nà'!

Poi si accorge del mio, di tatuaggio, e proprio come lo scorso anno si gasa, mi ripete 10 volte 'yeah girly', mi da due baci, mi stringe e ride. E io ridendo gli dico che un anno fa aveva fatto uguale!

Ci spiega dei suoi comprensibili problemi a ricordare persone e nomi  dando la colpa all'età, e lo fa versandosi un altro bicchiere di whisky.

Ovviamente in quello stesso momento io penso sorridendo che forse la vera colpa dei suoi vuoti di memoria è un tale chiamato Jack…

Continuiamo a chiacchierare e ci chiede se suoniamo qualche strumento, e quando scopre del mio recente presente da pseudo-chitarrista ci dice che non è affatto tardi iniziare a suonare a 27 anni, la cosa che importa è la passione con cui lo fai, e aggiunge che è sicuro che diventerò un'ottima chitarrista tra l'ovvia ilarità mia e di Silvia. Anche Bernie ci ripete le stesse cose, consigliandomi persino dei siti internet dove reperire buon materiale didattico per principianti. Ah ah ah, si vede proprio che non mi hanno mai sentita fare una nota. Cambierebbero subito idea se ciò accadesse.

Finalmente arriva anche  Levèll ( o Lèvell, per chi non mastica l'inglese) abbattuto e stanco, e viene a salutarci mentre Bernie inizia il sound check. Eric esce dallo stand corre a salutare delle bellissime ragazze, restando fuori a chiacchierare e a bere birra con loro. Noi intanto ascoltiamo  Bernie che 'sistema' la sua batteria, mentre  Price continua a toccarsi lo stomaco spiegandoci che deve aver mangiato qualcosa che non ha digerito, e che inoltre è molto stanco. Gli portiamo i saluti da parte dei suoi ex compagni di band John e Nelson, lui sorride contento e scambiamo due chiacchiere sugli Psycho Crawdads e sulla sua strabiliante voce. Ci dice che è proprio allo stremo delle forze e che l'unica cosa che farà durante la pausa di agosto sarà dormire-dormire-e-ancora-dormire, brontolando che arriva un punto nella vita in cui inizia ad essere pesante vivere di notte e dormire, e anche poco, di giorno. Inoltre, l'idea che suonino due gruppi prima di loro non lo entusiasma troppo.
Bèh, qualunque cosa abbia mangiato il nostro caro Price,deve averlo messo davvero di cattivo umore e innescato in lui una sottile vena polemica..

Poco dopo eccoli, tutti e tre sul palco a fare le prove generali, e noi ne approfittiamo per scambiare due chiacchiere con le ragazze ed il boy con i quali Eric parlava poco prima. Scopriamo che anche loro hanno 'scoperto Eric' durante un concerto di Steve Vai, e che si spostano spessa da Grosseto per  vederlo.

È divertente come vai a vedere un concerto di Steve e ti ritrovi ad andare a tutti i concerti di Eric senza prestare più troppa attenzione al Guitar Hero.

- 'Steve Vai è sempre Steve Vai, lo seguo comunque, ma è una star: innavicinabile e lontano. Eric invece è così, una 'star' che è anche un buon amico  con il quale è sempre un piacere scambiare due chiacchiere e bere una birra prima o dopo un concerto.'  -

Questa è la verissima e tenera risposta che mi dà una di loro.
Un'altra ragazza è invece di Roma: anche lei ignora del concerto di Pontinia e mi ripete la stessa cosa della ragazza incontrata nel pomeriggio.

- 'Non ditemi che hanno suonato vicino Roma e io non lo sapevo! –

Ovviamente la mia risposta è sempre la stessa : 'Leggi Sardinasfans!'

Dopo il sound check Eric, Bernie e Lev vanno ad indossare gli abiti di scena mentre il primo gruppo inizia il suo tributo a Jimi Hendrix.

E non troppo tempo dopo 'i ragazzi' tornano, qualche foto di rito con 'i vestiti nuovi' (tranne che per Bernie) e ci godiamo tutti le note di Foxy Lady della seconda band in scena.

Eric Sardinas

Verso le 11.00, e credetemi se vi dico che abbiamo talmente perso il senso del tempo da  non ricordare l'ora precisa, eccoli sul palco davanti ad un discreto numero di persone divertite dal loro abbigliamento, pronti a bruciare la platea! Da Sidewinder a As the Crow Flies, passando per la texanissima Texola, Eric dà il meglio di sé davanti ad un pubblico sbalordito che non riesce a non tenere il ritmo battendo i piedi al suolo. Qualcuno richiede insistentemente Down the Whisky, e un nostalgico grida Treat Me Right, mentre tutti battono le mani al ritmo di un'arrabbiata e romantica Come On in My Kitchen.

L'assolo di basso di Levell è talmente entusiasmante che Eric gli fa cenno di continuare con un'altro pezzo tra l'ovazione del pubblico, mentre lui sorride quasi imbarazzato. Poi è la volta di Bernie, che si prodiga in un trascinante ritmo e a colpi di charleston e grancassa ci mostra tutto il suo talento e la sua bravura.

Nessuna suonata di pancetta, ma non mancano numeri classici come la 'passeggiata' tra il pubblico e la mitica Dobro in fiamme, che Eric decide di bruciare solo un paio d'ore prima dell'inizio del concerto facendo scattare una corsa alla ricerca di un benzinaio aperto. Per la cronaca : palco quasi in fiamme e addetto alla sicurezza che tenta di spegnere l'incendio con un asciugamano bagnato!

Due ore intense di blues e fuoco, in perfetto Stile Sardinas : anche stavolta la tradizione è rispettata! Al 100%!

Dopo il concerto tutti si spostano nei pressi del gazebo dove Eric è barricato : non vuole vedere nessuno per un po', vuole asciugarsi e rilassarsi un attimo prima di concedersi alle tante persone che vogliono 'toccare con mano' la star della serata. Levell lo raggiunge poco dopo e passando ci stringe la mano e ci strizza l'occhio. Nonostante il mal di stomaco e la stanchezza, è stato divino. Solo Bernie resta fuori, e 'concede' foto e strette di mano sommerso dai complimenti di tutti. Raccogliamo le prime impressioni a caldo e  il verdetto è unanime : Eric Sardinas è un grande!

Intanto comincia a farsi tardi, capiamo che salutare Eric adesso è davvero molto complicato, così ci avviciniamo a Bernie che ci chiede se è ora, per noi, di andare. Sa che ci aspettano quasi tre ore di curve, e ci abbraccia forte e dicendo di non correre. Gli chiediamo  di abbracciare i ragazzi, un'ultima stretta affettuosa di Percy, e andiamo via.

Ci rimettiamo in viaggio stanche ma felici, ripensando alla risposta di Eric ad un fan che gli chiede di Caccia:

- ' He's sleepin ' – dice sorridendo..

Il vicolo più stretto d'Italia

ATTENZIONE

L'articolo originariamente era un post del blog di blind_barby, per leggere i commenti e aggiungerne devi andare sul post originale.