Intervista a Lino Meletto, fonico live e agente di Eric Sardinas & Big Motor
Appena pochi giorni prima della nuova tornata di concerti italiani siamo riusciti a contattare Lino Meletto, il nuovo agente per l'italia di Eric Sardinas & Big Motor. Lino è una persona molto disponibile, decisamente uno che non si da arie da chissà chi, e ha risposto volentieri alle nostre domande.
Godetevi l'intervista!

SF: Ciao Lino, parlaci di te. Che fai nella vita?
Ciao. Sono principalmente un fonico che, come tanti, ha trasformato la sua passione in professione. Sono titolare di un service, cioè di un’azienda che fornisce i materiali ed i tecnici per l’allestimento degli spettacoli, dall’audio alle luci, al video, alle strutture, al backline, ecc. Molti lavori li svolgo appunto per l’azienda, ma non rinuncio a viaggiare al seguito di alcune bands con cui ho un particolare feeling, vedi per es. Sardinas & co. Quando sto con gli artisti mi sento più a mio agio, mi piace definirmi l’ennesimo elemento della band, piuttosto che il tecnico di un service, il mio ruolo è interpretare l’esecuzione dell’artista e renderla fruibile al pubblico. Stimolante e rischioso!
SF: Come hai conosciuto Eric?
Se non ricordo male era nel ‘98 o ‘99, nel suo secondo viaggio in Italia. L’agenzia di allora, mi aveva ingaggiato come service per alcune date di Sardinas. Non sapevo nulla di lui e non conoscevo la sua musica. Quando è arrivato sul palco con Mike e Paul, (batterista e bassista di allora) Eric appariva serio e nervoso, non capivo se era un duro o semplicemente timido. Mentre loro accordavano gli strumenti, io ero intento a studiare le sonorità metal del batterista, il bassista blues old style e un insolito “animale” da palco con una particolare chitarra graffiante. Lui non parlava italiano e io quasi non parlavo inglese quindi non restava che andare in regia e tirare fuori un mix sensato per quel trio insolito. Durante lo show mi sono molto divertito, il suo sound mi sembrava così familiare e avevo la sensazione che anche loro si stessero divertendo. Ad un certo punto Eric è sceso dal palco suonando, ha preso un giro largo ed è arrivato in regia. Lì si è fermato continuando a suonare, ha alzato lo sguardo verso il palco e poi verso di me, c’è stato un cenno d’approvazione da parte di entrambi; si è impossessato della mia birra che prima ha bevuto e poi ha utilizzato come slide sul manico per arrivare all’apice del suo solo. É stato un momento storico per noi, la nascita di una grande amicizia.
SF: Parlaci del tuo lavoro di agente.
Lo faccio da poco. Ero in tour negli States con Johnny Winter quando il suo manager (lo stesso di Sardinas) mi ha proposto di essere l’agente per l’Italia di Winter e Sardinas. Inizialmente ero contrario perchè nonostante sia nell’ambiente da molti anni non ho mai svolto questo ruolo. Un paio di settimane dopo, vista l’insistenza e la fiducia del manager, ho deciso di accettare l’incarico. Ora ho un motivo in più che mi fa vivere a stretto contatto con la musica e ne sono felice.
SF: Di che cosa si occupa esattamente un'agenzia, che ruolo ha rispetto agli artisti, al management e alle etichette discografiche, insomma che posto occupa nel “ecosistema” che ruota intorno all'artista?
L’agenzia raccoglie le richieste degli artisti e del loro management, dalle schede tecniche all’ospitalità, ai trasporti, ai compensi, ecc. Poi chiude un accordo coi promoters che promuovono i concerti; insomma l’agenzia deve mediare tra le richieste degli artisti, del management e dei promoters. Più facile a dirsi che a farsi...
SF: Come avviene il primo contatto? E' il management che ha delle agenzie di riferimento per i vari paesi o è un mercato più dinamico? Te lo chiedo perché abbiamo visto, almeno nel caso dei Big Motor e in Italia, un avvicendamento di diverse agenzie anno dopo anno; pensavamo che la scelta dell'agenzia fosse qualcosa di più “definitivo”...
Per quanto riguarda il calendario c’è la classica organizzazione a piramide; a capo c’è una booking agency mondiale che coordina le varie agenzie nazionali. A queste vengono messe a disposizione alcune date o periodi dentro i quali devono essere fissati i concerti. Quindi le agenzie nazionali coordinano le richieste dei vari promoters. A volte succede che l’artista cambia management, il quale affida il calendario ad una diversa organizzazione a piramide; altre volte capitano dei “divorzi” all’interno della piramide, come nei matrimoni, non sempre durano in eterno...
SF: Parliamo del tuo ruolo di fonico live. Uno dei punti di forza dei Big Motor è sicuramente il loro sound dal vivo, immagino che non sia facile ottenerlo tutte le sere, in posti totalmente diversi per dimensioni, acustica e pubblico. Cosa ci puoi dire in proposito?
Quello che caratterizza un fonico live da un fonico da studio è l’unicità di ogni singolo momento. Dal vivo non c’è modo di modificare ciò che è stato fatto. L’ambiente, l’impianto, il pubblico e soprattutto le emozioni influiscono notevolmente sul risultato. Oltre ad una serie di accorgimenti tecnici più o meno ripetibili, ritengo di fondamentale importanza la psicoacustica, ossia cerco di dare al pubblico quei dettagli che permettono di percepire il sound aggressivo e dinamico anche quando l’impianto o l’acustica dell’ambiente non sono ottimali.

SF: Nelle file dei SardinasFans ci sono molti chitarristi, elettrici e non, che pagherebbero per avere un suono anche lontanamente simile a quello di Eric. Ci puoi dare qualche indicazione sulla sua strumentazione, il posizionamento dei microfoni, e qualche trucco da usare per avere quel “ringhio” al quale non saremo mai abbastanza abituati?
Eric usa un paio di dobro elettrificati e una testata Rivera con un cabinet 4x12” e un sub Rivera che serve solo a ”riempire” il suono sulle basse in palco. Una volta usava anche alcuni pedali che però davano spesso problemi dovuti alla polvere “condita” dalle bevande... Ora ha soltanto un wah-wah e usa il feedback col monitor o con l’ampli come “sustain”. La distorsione è creata dall’ampli che suona sempre a volumi sostenuti... Per la ripresa uso un paio di microfoni diversi sul cabinet mixati tra loro e creo un effetto stereo facendo uso di un delay. L’effetto ambiente è creato dal microfono della voce; uso un microfono a condensatore molto sensibile che inevitabilmente riprende anche il suono dall’amplificatore, ma in ritardo rispetto ai microfoni del cabinet. Insomma un suono molto naturale, valvolare, aggressivo fin dalla nascita.
SF: Ultima domanda. Nell'ultimo anno i Eric Sardinas & Big Motor sono stati lontani dall'Italia, abbiamo qualche speranza in più per il 2010?
Si! Tra qualche giorno ci saranno quattro date/eventi chiamati “guitar slingers night” dove si esibiranno Johnny Winter ed Eric Sardinas col le relative bands. È prevista qualche data anche durante l’estate, ma non posso ancora fare anticipazioni, intanto ci vediamo la settimana prossima!


