Submitted by ric_ardinas on Lun, 19/09/2011 - 15:50.
Sticks & Stones
Eric Sardinas and Big Motor
2011 Mascot Music
Track List:
1.Cherry Wine
2.Road To Ruin
3.Full Tilt Mama
4.County Line
5.Through the Thorns
6.Burnin’ Sugar
7.Ratchet Blues
8.Behind the 8
9.Goodness
10.Make it Shine
11.Too many ghosts
Eric Sardinas: Voce, Chitarra
Levell Price: Basso, Cori
Chris Fraizure: Batteria, Cori
Ed ecco tra la mani l’ultimo lavoro di Eric Sardinas. Una serie di pezzi inediti che ancora una volta rispecchiano pienamente quello che Eric porta avanti sin dall’inizio della sua carriera: “Respect Tradition”. Un modo di essere e di suonare iniziato quando, suscitando l’orrore di tanti puristi del blues, ha trapanato il suo dobro per installarci un bel pick up e collegarlo ad una testata valvolare, trasformando uno strumento acustico della tradizione in una chitarra elettrica a tutti gli effetti.
Nell’album come nei concerti che ho avuto la fortuna di vedere, queste due anime- elettrica e acustica- si sposano perfettamente e danno la vita all’inconfondibile sound che infuoca ifans ad ogni concerto; in Stick & Stones questa fusione è ancora più evidente quando si ascoltano i numerosi inserti e assoli acustici che arricchiscono le tipiche ritmiche elettriche rock and roll come in Full Tilt Mama - che si fa ricordare anche per un bel honky tonk piano-,Road to Ruin, o più rock (Make it Shine).
Anche in quest’album, come quando dal vivo Eric abbassa il microfono verso la chitarra e suona “unplugged”, non mancano i pezzi dove Eric spegne l’ampli e ci fa sentire da dove viene la sua chitarra e la sua voce, e quali sono le radici alle quali fa riferimento, uno su tutti Ratchet Blues e poi County Line e Goodness che per certi aspetti evocano atmosfere live con stomp e mani del pubblico.
Va bene, ci sta che alla fine i concetti siano sempre un po’ gli stessi, ma Eric ci piace (e quindi ci piace di meno quando fa uscire lavori come Black Pearls) proprio per questo suo modo di essere se stesso e proporreil suo discorso musicale con grande coerenza e semplicità, macinando migliaia di kilometri su palchi piccoli e grandi per la musica che ha creato lui per farla sentire dal vivo a più orecchie possibili, sempre con lo stesso entusiasmo, grinta ed energia. Ok su questo fanclub siamo tutti di parte e lo sappiamo eheh, ma adesso ditemi voi se se ne trovano ancora in giro di musicisti così!
Anyway questo è quello che ho sentito di scrivere un po’ così al primo ascolto, ma ovviamente attendo i vostri commenti e impressioni!
Oh Yes
Great Devilstrain! Always updated ;)
Thanks!...i just try hard!
Thanks!...i just try hard!
Sticks & Stones: la mia recensione
Ed ecco tra la mani l’ultimo lavoro di Eric Sardinas. Una serie di pezzi inediti che ancora una volta rispecchiano pienamente quello che Eric porta avanti sin dall’inizio della sua carriera: “Respect Tradition”. Un modo di essere e di suonare iniziato quando, suscitando l’orrore di tanti puristi del blues, ha trapanato il suo dobro per installarci un bel pick up e collegarlo ad una testata valvolare, trasformando uno strumento acustico della tradizione in una chitarra elettrica a tutti gli effetti.
Nell’album come nei concerti che ho avuto la fortuna di vedere, queste due anime - elettrica e acustica - si sposano perfettamente e danno la vita all’inconfondibile sound che infuoca i fans ad ogni concerto; in Stick & Stones questa fusione è ancora più evidente quando si ascoltano i numerosi inserti e assoli acustici che arricchiscono le tipiche ritmiche elettriche rock and roll come in Full Tilt Mama - che si fa ricordare anche per un bel honky tonk piano-, Road to Ruin, o più rock (Make it Shine).
Anche in quest’album, come quando dal vivo Eric abbassa il microfono verso la chitarra e suona “unplugged”, non mancano i pezzi dove Eric spegne l’ampli e ci fa sentire da dove viene la sua chitarra e la sua voce, e quali sono le radici alle quali fa riferimento, uno su tutti Ratchet Blues e poi County Line e Goodness che per certi aspetti evocano atmosfere live con stomp e mani del pubblico.
Va bene, ci sta che alla fine i concetti siano sempre un po’ gli stessi, ma Eric ci piace (e quindi ci piace di meno quando fa uscire lavori come Black Pearls) proprio per questo suo modo di essere se stesso e proporre il suo discorso musicale con grande coerenza e semplicità, macinando migliaia di kilometri su palchi piccoli e grandi per la musica che ha creato lui per farla sentire dal vivo a più orecchie possibili, sempre con lo stesso entusiasmo, grinta ed energia. Ok su questo fanclub siamo tutti di parte e lo sappiamo eheh, ma adesso ditemi voi se se ne trovano ancora in giro di musicisti così!
Anyway questo è quello che ho sentito di scrivere un po’ così al primo ascolto, ma ovviamente attendo i vostri commenti e impressioni!
ric_ardinas